Home Stagione Teatrale DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019 ORE 18.00

DOMENICA 10 FEBBRAIO 2019 ORE 18.00

Ortoteatro

FIABE DOLCI, DOLCI DA FIABA

con Fabio Scaramucci (voce) e Fabio Mazza (musica dal vivo)

spettacolo di racconti, canzoni e immagini
età consigliata 3-8 anni

Da diversi anni Fabio Scaramucci e Fabio Mazza portano nelle piazze italiane i loro spettacoli che si possono definire di “conta/canta/storie”. Sono spettacoli che accumunano in un’unica esperienza gli spettatori di tutte le età, grazie a storie e canzoni che fanno parte al contempo del vissuto dell’adulto e del bambino.
“Fiabe dolci, dolci da fiaba” si inserisce in questo percorso, e narra le avventure di bambini golosi o affamati, protagonisti di fiabe popolari il cui fascino è sempre vivo. Ecco allora la bionda Riccioli d’Oro entrare nella casa di tre orsi e mangiare la loro colazione. Ecco una bimba golosa di frittelle alle prese con un cattivissimo zio (in Friuli e Veneto “Barba Zucon”, in altre regioni Zio Lupo). Ed ecco ancora due bimbi alle prese con la casetta di marzapane e la terribile strega Rosicchia.
Tre fiabe fra le più classiche che i bambini di oggi non sentono più raccontare così spesso nelle loro case, anche se la fame di racconti è sempre viva in loro.
E fra le storie ecco sbucare altri protagonisti di storie/canzoni.
Come Johnny Bassotto, il poliziotto in grado di capire chi ha rubato la marmellata; Maramao, il gatto a cui piaceva mangiare pane e bere vino; la bella Tartaruga che con la sua lentezza ha trovato un mare di gelato; il cagnolino Virgola, che ci insegna che non basta il cibo per vivere, ci vuole amore.


Hanno detto:

I DOLCI DI FABIO&FABIO

Fabio è un cantastorie.  Anche Fabio è un cantastorie. Con la voce e le diverse sonorità di questo potente strumento, Fabione racconta le sue storie; Fabietto, più giovane e magrolino, le racconta con le mani e una tastiera. Un pianoforte e una voce sono un piatto davvero prelibato, “da mangiare con gli occhi e con le orecchie” come dice Luca Radaelli, direttore artistico di Ultimaluna. In questo piatto prelibato canzoni da carosello guarniscono storie popolari come Riccioli d’oro, corredate da immagini, proiezioni e disegni. Le voci del giovane pubblico contribuiscono alla narrazione con interventi spontanei, sottolineando i momenti salienti della narrazione fisica del teatro: proprio quando il racconto si fa più divertente o spaventoso o coinvolgente ecco che risate e vocette diventano l’ingrediente principale delle dolci fiabe. E i dolci da fiaba, come la buonissima marmellata fatta dalla nonna di Fabione? Beh, Fabietto l’ha rubata, ma Johnny bassotto risolverà senza dubbio il mistero. Ma ci sono anche le frittelle che insegnano a non ingannare lo zio, il marzapane di cui sono fatte le case delle streghe, un immaginario collettivo che ci trasporta dentro un mondo fantastico, frutto di secoli di tradizioni orali e di sogni ben più profondi e pregni di significato di quanto sembri in principio. Ci sono cattivi ed eroi senza macchia, lezioni morali e raccomandazioni sagge, che le fiabe trasmettono in virtù del loro significato profondo e antropologico: i racconti dell’infanzia non solo sono alla base di ogni cultura, ma anche di ogni individuo e della sua concezione del mondo. Spesso dimentichiamo che il modo migliore per apprezzarne il senso di qualcosa è ripeterlo, raccontarlo. E quando il racconto diventa spettacolo e alla tradizione orale si aggiunge il rito teatrale, l’operazione è tanto entusiasmante che perfino i grandi si stupiscono di esserne coinvolti.

Giulio Bellotto (Reporter Festival L’Ultima Luna d’Estate)