Home Stagione Teatrale DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018 ORE 18.00

DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018 ORE 18.00

Compagnia Granteatrino

DON CHISCHIOTTE E SANCHO PANZA

dal Don Chisciotte di Cervantes
con Flavio Albanese e Paolo Comentale
burattini Natale Panaro
scene e luci Anna Chiara Castellano Visaggi
drammaturgia e regia Michele Bia

età consigliata dagli 8 anni in su

 

Pochi personaggi nella storia della letteratura di tutti i tempi hanno la forza mitica ed evocativa di Don Chisciotte della Mancia, l’indomito cavaliere senza macchia e senza paura, che nasce comico, come macchietta sprovveduta e ridicola, e nel corso di tante avventure si fa personaggio  drammatico. Una storia di passione, idealismo, amore per la letteratura che sfocia nella follia, spingendo l’hidalgo Alonso Chisciano ad abbandonare la sua vita agiata per vivere in prima persona le eroiche e nobili avventure degli amati romanzi cavallereschi, scegliendo come fido scudiero il fedele contadino Sancho Panza e come “dama” la contadina Aldona Lorenza, trasfigurata nell’inarrivabile Dulcinea del Toboso.

Un libro che parla di libri, che unisce gli ideali con il ridicolo, la passione con la follia, l’immaginazione con la comicità e la tragedia, e che ha saputo sopravvivere e appassionare con la sua assurdità milioni di lettori sognatori negli ultimi secoli.

Un libro nel quale si compie il miracolo del teatro dove la forza dell’immaginazione prende il sopravvento sulla forza del reale, e tutte le cose cambiano aspetto e significato: le pecore diventano soldati, gli osti cavalieri, le catinelle elmi, le prostitute donzelle, le serve signore; i galeotti schiavi innocenti, i mulini giganti. Don Chisciotte costruisce un mondo tutto suo ma per avere senso quel mondo ha bisogno di una grande spalla che lo sostiene, e quella spalla si chiama Sancho Panza. Allora Don Chisciotte è, prima di tutto, la storia di una grande amicizia tra due uomini che con un destriero malandato e un povero asino partono alla ricerca di un antico e nobile ideale di bellezza perduta e di giustizia annunciata.

In un tempo come il nostro, così pragmatico, così poco poetico e privo di ideali, dove la parola sogno è stata sostituita da progetto, e desiderio da bisogno, mai come questo momento Don Chisciotte e Sancho Panza diventano necessari per riconquistare l’essenza spirituale del sogno, del viaggio, del racconto.

Nello spettacolo, partiamo dalla fine, quando tutto è avvenuto, quando Don Chisciotte non è più Don Chisciotte, ma Alonso Chisciano che rinnega le sue letture cavalleresche e dopo aver fatto testamento muore serenamente e da cristiano. Tutto è successo, dunque, e Sancho Panza è chiamato a raccontare la storia.

E inizia così: in sei giorni Dio creò il mondo. Il settimo giorno si riposò. L’ottavo giorno, di prima mattina, a mente lucida, creò Don Chisciotte.

Michele Bia