Home Stagione Teatrale CLASSICI IN SCENA

CLASSICI IN SCENA

RASSEGNA DI NARRAZIONE
Compagnia Diaghilev
di e con Paolo Panaro

giovedì 10 e venerdì 11 maggio ore 20.30
DECAMERONE

giovedì 24 e venerdì 25 maggio ore 20.30
MILLE E UNA NOTTE

giovedì 7 e venerdì 8 giugno ore 20.30
RACCONTI

ingresso € 5,00

10 – 11 maggio 2018  DECAMERON
di Giovanni Boccaccio
diretto e interpretato da Paolo Panaro
produzione Diaghilev

La storia è ben nota. Siamo nell’anno 1348. A Firenze, la più ricca e potente città d’Europa, infuria la peste nera. Per sfuggire al morbo, sette donne e tre uomini si rifugiano in una villa lontano dalla città. Per distrarsi dai luttuosi eventi, ognuno di loro, per dieci giorni, racconterà una storia al giorno. E’ grazie a questo ‘gioco narrativo’ che oggi possiamo leggere le cento novelle che il Boccaccio ha messo insieme, incorniciate nel libro di novelle per eccellenza, il Decameron. Secondo l’attore e regista Paolo Panaro la straordinaria macchina narrativa del Decameron scaturisce direttamente dallo spettacolare evento catastrofico della peste di Firenze. Come mai le novelle, i cui caratteri di compiutezza e armoniosità rivaleggiano con i più grandi capolavori,  vengono pronunciate nello sconfortante panorama di una città dove tutto è ormai lamento e lutto, con la popolazione decimata dal morbo e migliaia di cadaveri insepolti per le strade? La ricerca parte, dunque, dalla necessità di dimostrare che, sempre e in ogni luogo, è proprio dal gigantesco dramma della morte che nascono i più significativi e importanti corpus narrativi del patrimonio letterario universale. Più è mostruoso il contesto che dà vita a tali opere, più esse esalteranno il piacere della vita e la necessità di contar storie. Immerso nell’orrendo scenario della pestilenza, Boccaccio sceglie di raccontare ai sopravvissuti alcune piacevoli novelle nella lingua più nobile e raffinata. Sono passati quasi sette secoli dalla peste di Firenze e gli uomini contemporanei ormai ignorano quanto poco valesse la vita durante i giorni di quelle cicliche epidemie. Tuttavia il generoso gesto letterario di Boccaccio, mentre intorno si scatena l’apocalisse, è per noi tutti di esempio e monito: quell’atto dà garanzia che fino a quando qualcuno continuerà a ‘raccontare’ il mondo sarà salvo.
Queste le novelle tratte dal Decameron inserite nello spettacolo: “Introduzione alla prima giornata: la peste nera”, “Madonna Oretta”, “Frate Alberto”, “Pietro di Vinciolo”.

24 – 25 maggio 2018 MILLE E UNA NOTTE
di autore anonimo
diretto e interpretato da Paolo Panaro
produzione Diaghilev

Il racconto si apre con la storia del re di Persia, che dopo aver punito con la morte la moglie infedele, convinto della malvagità di tutto il sesso femminile, decide di passare ogni notte con una donna diversa che poi uccide all'alba. Il tragico incanto è spezzato da Shahrazad, che usando lo stratagemma di raccontare ogni notte una favola e di interromperla al momento opportuno, lascia nel re la curiosità di sentire il seguito. Shehrazad apre le porte del libro mirabile, ne rompe il sigillo. Le Mille e una Notte è il regno supremo dei lettori insonni. Entrando in questo libro si vaga per un favoloso Islam che oggi stenteremmo a riconoscere. Il libro delle Notti è un insieme di racconti che si articolano, incastrandosi l'uno nell'altro, intorno ad una storia principale. La comparsa di un personaggio comporta immancabilmente l'interruzione della storia precedente a favore di una nuova storia. Come matrioske russe, i racconti sono incastonati l'un dentro l'altro
Le Mille e una Notte sono raccontate da una voce femminile. Qualcosa di femminile pervade i suoi racconti notturni. Il motto delle Notti è 'o un racconto o la vita'. Raccontare equivale a vivere.

7 e 8 giungo 2018 RACCONTI - Bestie e altri animali
scritto, diretto e interpretato da Paolo Panaro
produzione Diaghilev

Lo spettacolo nasce dal desiderio di proporre alcuni racconti sui più esilaranti difetti umani basati sulle favole che hanno per protagonisti gli animali. Questo genere ha incontrato molta attenzione nella produzione letteraria di ogni tempo. In questo caso, Panaro ripercorre, con una sua originale scrittura, alcune storie scaturite dal genio di Aldo Palazzeschi, definito giustamente l’Esopo della modernità. Il lavoro è impostato sul modello del teatro di narrazione. La ricerca linguistica e la capacità di stupire il pubblico attraverso il fascino della parola letteraria e il gesto espressivo del ‘raccontare’, ricreano, partendo dalle ispirazioni fornite da Palazzeschi, il rito dell’ascolto infantile e il diritto dello spettatore al divertimento. Ironia e sarcasmo traboccano da ogni parola. Lo spettacolo vuole rivendicare l’assoluta finalità morale e poetica della malizia e della furberia in teatro. L’arguzia, il ridere con cattiveria, senza pietà, usando la più assoluta crudeltà sono i mezzi usati per smascherare e condannare le ipocrisie e le falsità di una società che spesso deve fare i conti con un ingessato, conformista e scorante perbenismo.